È il gennaio del 1803. Al Royal College of Surgeons di Londra, una folla si raduna attorno al corpo di George Forster, un assassino condannato appena impiccato alla prigione di Newgate. Chirurghi, medici, aristocratici e spettatori curiosi affollano l’aula, desiderosi di assistere a un esperimento che promette di sfidare il confine tra vita e morte.
L’uomo al centro di tutto questo è il filosofo naturalista italiano Giovanni Aldini. Usando una batteria e dei conduttori metallici, Aldini fece passare delle correnti elettriche attraverso il corpo di George Forster, appena giustiziato. I testimoni raccontarono che la mascella del cadavere tremò, un occhio si aprì e gli arti ebbero delle convulsioni, creando l ‘illusione della vita… Quello che succederà dopo risuonerà nella scienza e nella letteratura per i due secoli a venire, scatenando accesi dibattiti sul confine tra vita e morte e, anni dopo, lasciando la sua impronta inconfondibile su una delle storie horror più intramontabili mai scritte: Frankenstein.
Gli esperimenti che elettrizzarono Londra

Il galvanismo, come venne poi chiamato, affascinò le università londinesi e il pubblico. All’inizio del 1800, non c’era spettacolo più in voga in città delle lezioni di Humphry Davy sul galvanismo alla Royal Institution di Londra — così popolari che gli ingorghi di carrozze all’esterno portarono all’introduzione della prima strada a senso unico di Londra: Albemarle Street a Mayfair.
Tra coloro che entrarono in contatto con queste idee c’era Mary Shelley. Cresciuta a Londra, frequentava con suo padre conferenze come queste, che stavano ridefinendo la concezione sociale della vita, della morte e dell’ambizione umana. Quando nel 1816 si mise a scrivere Frankenstein , queste domande non erano mai lontane dalla sua mente. Riflettendo sulle origini del romanzo anni dopo, scrisse:
Ma Frankenstein lascia irrisolta una domanda fondamentale: se un creatore scatena qualcosa di pericoloso nel mondo, chi si assume la responsabilità delle conseguenze?
Ora, il pubblico ha la possibilità di decidere
Al Greenwood Theatre di Southwark, “Frankenstein on Trial” mette lo scienziato di Shelley sul banco degli imputati. Nell’ambito dell’esperienza “The Jury Experience”, verrai nominato giurato, ascolterai le testimonianze dei testimoni, esaminerai le prove e deciderai se Victor Frankenstein debba essere ritenuto responsabile dei crimini commessi dalla sua creazione.
Questo avvincente dramma giudiziario rivisita uno dei dilemmi morali più famosi della letteratura, introducendo al contempo nuove prove che gettano una luce diversa su Victor. La posta in gioco è aumentata. Un verdetto di colpevolezza potrebbe comportare la Terapia di Dissoluzione Neurologica (NDT), una punizione agghiacciante che cancellerebbe del tutto l’intelletto, i ricordi e l’identità di Victor. Una condanna non significa più il carcere: significa la possibile annichilazione di una mente umana. All’improvviso, la questione della colpevolezza di Victor diventa molto meno semplice di quanto sembrasse all’inizio.
A più di 200 anni da quando Londra rimase affascinata dalla possibilità di riportare in vita i morti, “Frankenstein on Trial” pone una domanda altrettanto inquietante: quando una creazione provoca un danno, è il mostro a essere colpevole — o la persona che l’ha creato?
The Jury Experience – Frankenstein on Trial: L’uomo che sfidò Dio
24 Luglio 2026 18:00
