Nascosti sotto la distesa di cemento del Barbican, uno dei punti di riferimento più iconici e divisivi di Londra, si nasconde un mondo segreto che nemmeno molti londinesi di vecchia data hanno mai visto.
Nascoste per quasi 30 anni, le vaste sale espositive sotto il Barbican Centre sono pronte a tornare sotto i riflettori nell’ambito di un importante progetto di rinnovamento.
Sale espositive sotto il Barbican Centre
Questi spazi cavernosi e poco conosciuti, un tempo animati da fiere ed esposizioni, sono rimasti chiusi e silenziosi dagli anni ’90 e la loro esistenza è svanita nella leggenda metropolitana per una generazione di abitanti della città.
Questi due enormi padiglioni espositivi in disuso, che si estendono su una superficie di circa 9.500 metri quadrati, pari a 36 campi da tennis, sono stati originariamente costruiti per eventi commerciali, ma sono rimasti inattivi dal 2010, quando le lamentele dei residenti hanno portato alla loro chiusura. Mentre parte della Sala espositiva A è stata trasformata in cinema e ristorante, la Sala espositiva B è rimasta intatta e inutilizzata.
Il progetto di rinnovamento del Barbican

Ora il Barbican Centre sta cercando attivamente proposte creative da parte di organizzazioni del settore artistico, commerciale e civico per reimmaginare questi spazi a beneficio del pubblico. Si accolgono idee sia per usi temporanei “nel frattempo” sia per partnership a lungo termine; le sale dovrebbero essere disponibili per la riqualificazione a partire dal 2028, quasi 30 anni dopo la loro chiusura.
Philippa Simpson, direttore del settore Edifici e Rinnovamento, descrive il progetto come “un’opportunità senza precedenti per plasmare il futuro creativo e commerciale della capitale”, sottolineando il ruolo centrale del Barbican nella vita culturale di Londra e il potenziale di questi spazi unici per attirare nuovo pubblico nello Square Mile.
La riapertura di queste sale nascoste fa parte di un più ampio rinnovamento del Barbican Centre, del valore di svariati milioni di sterline, che mira a ripristinare e rivitalizzare l’iconico punto di riferimento brutalista per le generazioni future, liberando aree sottoutilizzate e assicurando che il sito rimanga inclusivo, sostenibile e rilevante in vista del suo 50° anniversario.