La Gran Bretagna sta proponendo un cambiamento radicale nelle pensioni del settore privato: circa 17 milioni di lavoratori che risparmiano in piani a contribuzione definita (DC) verrebbero indirizzati automaticamente verso un’opzione di reddito pensionistico pensata per durare tutta la vita, a meno che non scelgano attivamente un’altra strada.
Il governo afferma che la riforma mira a evitare che i pensionati debbano gestire da soli un fondo pensionistico forfettario in un momento in cui molti prendono decisioni finanziarie irreversibili.
Cosa si propone
In base ai piani di “Pensione guidata”, i fondi pensione sarebbero tenuti a offrire un’opzione predefinita per chi si avvicina alla pensione.
Questo potrebbe garantire un reddito stabile, spesso indicizzato all’inflazione, per tutta la durata della pensione, invece di lasciare gli iscritti con un unico fondo di risparmio da spendere, investire o prelevare come meglio credono.
La politica è pensata per reintrodurre parte della sicurezza associata alle vecchie pensioni a prestazione definita, comunemente note come regimi basati sull’ultimo stipendio, senza necessariamente tornare a quel modello.
Le pensioni a prestazione definita garantiscono un reddito fisso a vita, mentre quelle a contribuzione definita lasciano ai risparmiatori un fondo accumulato il cui valore dipende dai contributi versati e dal rendimento degli investimenti.
Perché il governo sta cambiando il funzionamento delle pensioni del settore privato
Il governo sostiene che l’iscrizione automatica abbia portato con successo milioni di persone nei fondi pensione aziendali, ma il sistema non ha fatto abbastanza per aiutare le persone a trasformare i propri risparmi in un reddito pensionistico sostenibile.
Nell’ultimo anno finanziario, il 46% dei primi prelievi dai fondi pensione ha comportato l’incasso dell’intero saldo, e i fondi inferiori a 30.000 sterline erano particolarmente soggetti a prelievi totali.
Questo modello aumenta il rischio che i pensionati spendano i propri risparmi troppo in fretta e finiscano poi per dipendere maggiormente dalla pensione statale.
Le riforme sono quindi presentate come una misura di tutela dei consumatori: ridurrebbero il numero di decisioni finanziarie complesse che le persone devono prendere al momento del pensionamento.
È importante sottolineare che si tratta di un’opzione predefinita, non di un prodotto obbligatorio. Chi preferisce la flessibilità potrà comunque rinunciare e prelevare il denaro, utilizzare il prelievo graduale, acquistare una rendita vitalizia o scegliere un’altra soluzione.
Il governo ha anche pubblicato una consultazione sui regimi pensionistici collettivi di pensionamento, che ripartiscono i rischi tra i membri e potrebbero essere utilizzati come strumento predefinito per un reddito a vita.
Questi piani possono offrire maggiore stabilità rispetto agli investimenti individuali, ma i loro pagamenti non sono necessariamente garantiti allo stesso modo di una rendita convenzionale; i rendimenti possono essere influenzati dall’andamento degli investimenti e dal finanziamento del piano.
La proposta si inserisce nel più ampio programma di riforma delle pensioni del Partito Laburista
La proposta si inserisce nel più ampio programma di riforma pensionistica del Partito Laburista, avviato dopo l’insediamento nel 2024, che ha posto l’accento sul consolidamento dei fondi in entità più grandi e sull’indirizzamento di maggiori investimenti verso attività produttive.
L’opzione predefinita del reddito a vita è pensata per completare il percorso dal risparmio automatico in vista della pensione a una transizione più gestita dall’uscita dal mondo del lavoro.
La reazione del settore è stata in linea di massima favorevole. Kathryn Fleming, responsabile della consulenza sui fondi a contribuzione definita presso Hymans Robertson, ha accolto con favore i piani, ma ha sottolineato che il successo dipenderà dalla loro effettiva capacità di migliorare i risultati per i risparmiatori e ha messo in guardia le autorità di regolamentazione dal progettare un quadro normativo che limiti la futura innovazione nel mercato pensionistico.
Cosa significa per chi risparmia
Per molti lavoratori del settore privato, l’effetto pratico potrebbe essere un percorso di pensionamento più semplice: invece di trovarsi di fronte a un ingente fondo e a una serie di decisioni, verrebbero inseriti di default in un accordo di reddito gestito. Chi volesse un maggiore controllo manterrebbe il diritto di scegliere diversamente.
Le questioni chiave ancora irrisolte riguardano come sarà strutturata l’opzione predefinita, con quanta chiarezza verranno comunicati i rischi e le potenziali riduzioni di reddito, e se i fondi collettivi saranno in grado di garantire risultati affidabili in diverse condizioni di mercato.
La consultazione è aperta fino al 22 dicembre, dando a fornitori, consulenti, datori di lavoro e risparmiatori l’opportunità di contribuire a definire le regole definitive.