Il governo britannico ha annunciato l’intenzione di vietare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, in quella che il primo ministro Keir Starmer ha descritto come una mossa decisiva per proteggere i bambini online.
Parlando da Downing Street, Starmer ha detto che la proposta di legge porterebbe a un “cambiamento reale per i nostri figli e il nostro futuro”, in un momento in cui crescono le preoccupazioni sull’impatto dei social media sulla salute mentale e sul benessere dei giovani.
Starmer pronto a vietare l’accesso alle principali piattaforme social ai minori di 16 anni
Le misure proposte impedirebbero ai minori di 16 anni di accedere alle principali piattaforme di social media, oltre a prevedere restrizioni più severe sui servizi online come le app di gioco.
Queste includono la rimozione di funzioni che permettono ai bambini di comunicare con estranei, una mossa volta a ridurre l’esposizione ad abusi online e interazioni dannose.
Starmer ha riconosciuto che i social media hanno dei vantaggi, ma ha sostenuto che i rischi ora superano i benefici per gli utenti più giovani.
Il divieto sui social media entrerà potenzialmente in vigore entro la primavera del 2027
“I social media rendono i bambini infelici. Rendono più facile per i bulli molestarli e maltrattarli, e potrebbero persino danneggiare la loro salute mentale”, ha detto.
“Una scelta necessaria”, afferma Starmer.
Il primo ministro ha sottolineato che la decisione non è stata presa alla leggera, ma l’ha definita un intervento necessario.
“Il governo è sempre una questione di scelte, ed è chiaro per me che un divieto totale sia la scelta giusta”, ha dichiarato.
La legge dovrebbe essere introdotta entro la fine del 2026, con il divieto che potrebbe entrare in vigore entro la primavera del 2027.
Sebbene i critici abbiano sottolineato la probabilità che gli adolescenti aggirino le restrizioni, Starmer ha respinto questa argomentazione come motivo per evitare di agire.
“Non diciamo: ‘Un adolescente è riuscito a procurarsi dell’alcol, quindi non preoccupiamoci di vietarlo'”, ha detto, sostenendo che le leggi servono anche a plasmare le aspettative e i comportamenti della società nel tempo.
Il governo ha fatto sapere che sta lavorando a stretto contatto con le aziende tecnologiche e le autorità di regolamentazione per garantire che i meccanismi di applicazione siano efficaci, anche se i dettagli devono ancora essere definiti.
9 genitori su 10 sono favorevoli ad aumentare a 16 anni l’età minima per l’accesso ai social media
Secondo i dati del governo, nove genitori su dieci sono favorevoli ad alzare a 16 anni l’età minima per accedere ai social media. All’annuncio erano presenti anche alcuni attivisti, tra cui famiglie colpite da danni online, che da tempo chiedono protezioni più severe.
Starmer ha detto che questa politica ha lo scopo di rassicurare i genitori sul fatto che “la Gran Bretagna sarà un posto migliore per i loro figli” e di offrire ai giovani “più tempo, più sicurezza e più opportunità di crescere”.
Rispondendo alle preoccupazioni del settore tecnologico, in particolare delle piattaforme con sede negli Stati Uniti, Starmer ha insistito sul fatto che questa mossa non è un segnale di opposizione all’innovazione.
“Non accetterò mai che non si possa essere sia a favore della tecnologia che a favore della sicurezza dei bambini”, ha detto, aggiungendo che la protezione dei bambini deve rimanere una priorità insieme allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle industrie digitali.
Il divieto proposto dal Regno Unito va oltre misure simili introdotte in paesi come l’Australia, segnalando una posizione più aggressiva sulla regolamentazione dell’accesso online dei bambini.