La mostra “The Timewalk” ha ora aperto le sue porte ai mondi antichi, invitando i curiosi a scoprire le storie di cinque civiltà straordinarie. Situata di fronte alle acque increspate del Royal Victoria Dock presso ImmerseLDN, questa esperienza multisensoriale utilizza immagini mozzafiato a 360 gradi, una narrazione avvincente e paesaggi sonori coinvolgenti per trasportarti indietro nel tempo.
Ci siamo avventurati lì per scoprire di più sul passato leggendario dell’umanità, intraprendendo un viaggio immersivo dato vita da oltre 250 artisti, designer e compositori pluripremiati. Continua a leggere per lanostra recensione della mostra The Timewalk…
Prime impressioni
La passeggiata verso l’Excel Waterfront dopo essere scesi dalla Elizabeth Line riesce sempre a stuzzicare la curiosità su ciò che ti aspetta a ImmerseLDN, con il percorso che ti porta davanti a una serie di manifesti giganti raffiguranti porte luminose che conducono a paradisi nascosti e monumenti millenari. Un portale verso la storia non manca mai di suscitare il mio interesse, ma la domanda era: riuscirà a catturare la magia di questi affascinanti mondi perduti nel tempo?
Beh, il tunnel cosmico è stato sicuramente un ottimo inizio. Appena arrivati, abbiamo attraversato i tornelli ed siamo entrati in un passaggio illuminato da immagini ipnotiche di nebulose luminose e stelle scintillanti che ruotano e si dispiegano intorno a te. Anche le voci nella tua testa iniziano qui – beh, almeno questo è stato il mio primo pensiero prima di ricordarmi che avevo l’audioguida in orecchio e di tirare un rapido sospiro di sollievo.

I narratori dell’esperienza sono gli acclamati attori britannici David Schofield e Olivia Williams, e diciamo solo che sono veri maestri nell’arte della solennità. La loro presenza è stata una piacevole compagnia per le mie orecchie per tutto il tempo, mentre condividevano storie di rituali culturali, raduni in cima alle colline e paesaggi in continua evoluzione con lo stile di David Attenborough. E questo lo dice uno che di solito non va pazzo per le audioguide, preferendo leggere o esplorare una mostra a modo mio, ma, come ho scoperto subito, la narrazione audio è un elemento fondamentale.
Un esempio calzante: non ci sono cartelli informativi pieni zeppi di parole che ti fanno girare la testa con una valanga di fatti. Al contrario, la mostra “The Timewalk” usa immagini coinvolgenti e una narrazione cinematografica per trasportarti indietro nel tempo. Ti tiene efficacemente ancorato al momento, mentre segui semplicemente la storia che si svolge in armonia con le riprese a 360 gradi. Ammetto che all’inizio questo formato non mi aveva convinto, ma, attenzione spoiler, mi ha conquistato in fretta.

Un viaggio attraverso 12.000 anni di storia dell’umanità
Una volta smesso di sbalordirmi davanti al tunnel inondato di stelle, siamo entrati in una sala piena di monoliti dedicati alle civiltà, ognuno inciso con simboli luminosi e creature. Potevi esplorare a tuo piacimento, trovandoti fianco a fianco con personaggi storici (ovvero attori in carne e ossa) e osservando da vicino i reperti. La funzione interattiva che ti permetteva di avvicinare l’audioguida a speciali punti sensibili per saperne di più era un dettaglio divertente e all’avanguardia che sembrava particolarmente apprezzato dai bambini presenti.
Ben presto, le pareti intorno a noi si sono trasformate da mappe in costellazioni vorticose, poi in immagini dei primi cacciatori-raccoglitori, e il viaggio nella storia è iniziato. Partendo da 12.000 anni fa con il santuario in cima alla collina noto come Göbeklitepe, la mostra esamina le civiltà antiche attraverso la lente della connessione, non solo il desiderio di connettersi con altri esseri umani, ma anche il ruolo duraturo che il cosmo e l’acqua hanno svolto nel corso dei secoli. Una scelta geniale che aggiunge un tocco di magia alle immagini: pensa a fiumi dorati che si snodano in soli simili a sfere e mondi che svaniscono in scintillante polvere di stelle. Come dice così poeticamente il narratore,«ogni civiltà guardava lo stesso cielo».
In definitiva, segui una storia che parte dal primo barlume di connessione – quando i monoliti venivano scolpiti con simboli e si costruivano monumenti per favorire il raduno – attraverso una serie di civiltà uniche. A Babilonia, una gigantesca riproduzione in metallo della Porta di Ishtar occupa il centro della scena, inondata da proiezioni in continuo mutamento di paesaggi urbani dorati e di una rigogliosa vegetazione color smeraldo che illuminano gli animali sacri che decorano il suo arco. È un dettaglio affascinante che mi è piaciuto vedere spuntare in varie forme nelle cinque sale immersive. Tra queste, una barca funeraria dell’Antico Egitto che navigava su acque dorate scintillanti, trasformandosi insieme ai paesaggi alle sue spalle, e radici argentate che si snodavano sul suolo della foresta partendo da imponenti sculture di alberi.

L’audioguida è una compagna costante durante tutta la mostra “Timewalk”, che ti offre spunti affascinanti su questi mondi antichi perduti nel tempo. La narrazione suggestiva mi ha fatto sentire come se fossi entrato nelle pagine di un libro di storia. Un momento stavo scoprendo il viaggio degli antichi egizi lungo il Nilo per affrontare la “prova definitiva” nell’aldilà, quello dopo stavo scoprendo come i Rapa Nui navigassero gli oceani mappando le stelle o mi facevo strada tra liane penzolanti per raggiungere un cenote paradisiaco, che i Maya consideravano un portale per gli inferi e un luogo per comunicare con gli dei. Ogni civiltà aveva un rapporto unico con la natura e i paesaggi che la circondavano.
A volte gli effetti sonori coprivano la narrazione, oppure le immagini spettacolari mi distraevano dai fatti, ma è facile riprendere il filo. Tieni solo presente che le audioguide tendono ad essere un po’ sensibili, quindi non infilarle in tasca e non premere troppo i pulsanti, a meno che tu non voglia rimanere in silenzio radio. Fidati, non ti conviene. Inoltre, se porti con te i bambini ma temi che la loro attenzione non duri a lungo, c’è una guida audio dedicata ai più piccoli con spiegazioni facili da capire. Per non parlare dello “scavo archeologico” alla fine del percorso, dove possono andare alla ricerca di reperti.

Per riassumere…
La mostra “The Timewalk” è stata un’esplorazione originale di frammenti di storia avvolti nel mistero.
Un aspetto che mi ha colpito particolarmente è stato il modo in cui il cosmo e l’acqua si intrecciavano tematicamente con il percorso; non solo ho scoperto l’influenza fondamentale che hanno sulle culture e sui loro rituali, ma mi sono anche goduto appieno le affascinanti immagini di polvere di stelle e gocce di pioggia che mantenevano un flusso naturale attraverso le cinque sale.
L’esposizione mi è sembrata anche di alta qualità, impreziosita da una palette dorata, da scenografie curate nei minimi dettagli e da una tecnologia all’avanguardia. Alcuni aspetti potrebbero essere migliorati, in particolare l’audioguida un po’ capricciosa e la regolazione del volume, ma l’esperienza di 60 minuti mi ha immerso con successo in mondi antichi. È stato un piacevole promemoria del fatto che facciamo tutti parte di qualcosa di più grande.