Sapevate che tra l’avvertimento di Fredrick Fleet e la collisione con l’iceberg passò solo un minuto e sette secondi? È difficile capire come, praticamente in un batter d’occhio, una tragedia possa abbattersi su una scala così gigantesca.
Se c’è una cosa che diventa sorprendentemente chiara alla mostra The Legend of The Titanic è che c’è ancora molto da scoprire sull’evento storico, in particolare sulle persone a bordo. Questa nuova mostra, ora aperta a Canada Water, analizza il disastro da una prospettiva umana, utilizzando elementi immersivi come proiezioni a 360 gradi, VR e il metaverso per immergersi nel cuore della storia. Siamo andati a fare un viaggio inaugurale nel 1912: ecco la nostra recensione…
Dove si trova la mostra Legend of the Titanic a Londra?
La nuova mostra sul Titanic si trova al Dock X di Surrey Quays, a meno di cinque minuti a piedi dalla stazione della metropolitana di Canada Water, raggiungibile con la Jubilee line o la Windrush Overground line.
L’ingresso si affaccia su un lago d’acqua dolce, che fa già da sfondo all’esperienza con le sue acque increspate; un tempo era un molo per le navi canadesi (da cui il nome), che trasportavano legname nel XIX secolo, ma ora serve da rifugio per la fauna selvatica. La lezione di storia inizia solo qui.

Cosa troverò all’interno della mostra?
Questo viaggio nel passato inizia nel momento in cui si varcano le porte. Immediatamente ci si immerge nel mondo del Titanic: pareti trasformate nell’esterno a forma di oblò del transatlantico, pavimenti rivestiti come il ponte di una nave, casse di legno drappeggiate con reti da pesca, un telefono edoardiano che implora solo di essere chiamato… avete capito bene.
Prima di partire, tenete presente che c’è una guida AR che contribuisce a elevare l’esperienza, quindi non fate come me e assicuratevi che il vostro telefono sia carico per poter scansionare il codice QR per scaricare l’app. Oltre a fornire elementi AR in tutta la mostra, include anche una mappa che consente di farsi un’idea di ciò che accadrà e di pianificare il proprio tempo di conseguenza.
In totale ci sono circa sette sale, tra cui una sala espositiva contenente manufatti e repliche, un’esperienza di realtà virtuale, una sala immersiva animata da proiezioni a 360 gradi e una sala del metaverso. Ognuna di esse esplora un aspetto diverso della storia del Titanic, dagli abiti indossati dai passeggeri al pericoloso iceberg. Ci sono anche alcune chicche per i fan dell’iconico film, una selezione di foto e un posto per i visitatori più giovani per incanalare la loro creatività alla fine.

Punti salienti
Questa mostra è un invito a entrare nelle storie delle migliaia di passeggeri e dell’equipaggio a bordo, dalle famiglie in terza classe, in viaggio verso una nuova vita negli Stati Uniti, ad alcune delle persone più ricche del mondo all’epoca. Questo è stato l’elemento che ho trovato più interessante, con cartelloni alle pareti che mettevano in luce diverse persone di ogni estrazione sociale – alcune sopravvissute, altre che hanno perso la vita – ed esploravano il netto divario di classe. Un divario che alla fine ha segnato la fine di molti in terza classe, rispetto al numero sproporzionatamente più alto di sopravvissuti in prima classe.
L’esperienza di realtà virtuale ha dato un palcoscenico postumo ai musicisti della nave. Sembrava quasi un video musicale d’altri tempi, con un pizzico di malinconica magia. I musicisti hanno suonato fino alla fine nel tentativo di mantenere i passeggeri calmi, e questa è stata una commovente ode al loro atto di coraggio.
In seguito, il metaverso permette di diventare una mosca sul muro, confondendo ulteriormente i confini della realtà: si indossano le cuffie e si viene trasportati sul fondo dell’oceano, poi attraverso un portale nel tempo. Lì, le porte si aprono di propria iniziativa, invitandovi a esplorare le stanze, imbattendovi in conversazioni e momenti quotidiani lungo il percorso. È stato un richiamo irresistibile al fatto che si trattava di persone comuni che stavano vivendo qualcosa di straordinario. Il concetto di mettersi nei loro panni è stato portato a un nuovo livello.

In definitiva, la mia parte preferita della mostra è stata la sala immersiva. Ho sperimentato più volte lo spettacolo a 360 gradi di essere avvolto da proiezioni giganti, sia che si trattasse dei dipinti di Van Gogh messi in movimento o di galleggiare lungo il Nilo in un aldilà dell’Antico Egitto. Questa volta siamo entrati nella storia di qualcuno.
Come se si saltasse dentro i ricordi disarticolati di qualcuno, si può seguire una bambina e suo padre attraverso le stanze labirintiche del transatlantico. Un attimo prima la bambina sgambetta su per lo scalone d’onore, un attimo dopo vi osserva con un binocolo da un angolo della stanza, poi si ricongiunge disperatamente al padre mentre la nave viene lentamente sommersa dall’acqua. C’era il timore che questo racconto digitale di un evento così tragico, soprattutto gli ultimi momenti, potesse apparire sgradevole. Ma non mi è sembrato così; non è stato amplificato per ottenere un effetto drammatico o sorvolato, ma ha invece ispirato momenti di riflessione.
Se si rimane per l’intera sequenza, si assiste anche a un’immersione sott’acqua, alla deriva accanto a narvali che nuotano pigramente e a delfini che si agitano, alla possibilità di ballare (solo se lo si desidera) tra le figure in silhouette degli interni sontuosi e a un momento inquietante in cui si viene inghiottiti dalla meccanica gigante nella sala macchine.

Non è un segreto che ci siano numerosi eventi, mostre e molto altro che esplorano la storia del Titanic. È facile provare una sorta di stanchezza per l’ossessione della “nave inaffondabile”, soprattutto perché la storia non manca di tragedie, ma il fatto che un semplice e crudele scherzo del destino abbia tolto la vita a più di 1.500 persone è un modo per rimanere impresso. Questa mostra mi ha permesso di capire meglio perché, a distanza di anni, l’RMS Titanic esercita ancora un certo fascino.
Ho visitato la mostra The Legend of the Titanic con una conoscenza di base degli eventi e senza aver mai visto il film, ma ne sono uscita piena di nuove informazioni. La mostra ha giustamente mantenuto l’attenzione sulle persone, fungendo da piattaforma per raccontare le loro storie e utilizzando la tecnologia come finestra sui loro mondi. Forse non ci saranno Leonardo DiCaprio e Kate Winslet con le loro performance da Oscar, ma questa immersione nel passato fa rivivere la storia in un modo completamente nuovo.