Sappiamo tutti che il re Enrico VIII ha causato un bel po’ di scompiglio durante il suo regno, non da ultimo alle sue sei mogli e, beh, tutta quella storia della rottura con la Chiesa cattolica per poter divorziare dalla moglie.
Eppure, a quanto pare, continua a creare problemi ancora oggi, e a farne le spese è nientemeno che il Chelsea Football Club di Londra. A quanto pare, lo stadio del Chelsea, Stamford Bridge, non può essere ampliato a causa di una norma varata dal re Enrico VIII.
Il Chelsea FC resta indietro rispetto alla concorrenza

Il Chelsea FC aspettava da tempo di poter aumentare la capienza dello stadio e quindi le vendite dei biglietti, oltre a poter ospitare altri eventi come concerti o altre discipline sportive, proprio come stanno facendo gli altri club della Premier League . Infatti, alcuni dei concerti più iconici di Londra degli ultimi anni si sono tenuti proprio negli stadi di calcio, come quelli di Beyoncé e Bad Bunny allo Spurs Stadium.
Il Chelsea gioca a Stamford Bridge dal 1905 e l’ultima volta che ha ampliato il proprio stadio è stato nel 2001, da allora la capienza è rimasta intorno ai 40.000 posti. In definitiva, i Blues sono in ritardo rispetto alle altre squadre della Premier League per quanto riguarda la capienza dello stadio.
Lo stadio di casa del Manchester United, l’Old Trafford, è il più grande della Premier League con una capienza di 74.879 posti. Altre squadre londinesi, come l’Arsenal, attuale campione in carica, hanno uno stadio, l’Emirates, che ne ospita più di 60.000, mentre i loro rivali del nord di Londra, gli Spurs, hanno uno stadio che ne ospita oltre 62.000. Questo fa sì che il Chelsea sia solo il decimo stadio più grande d’Inghilterra.
L’ampliamento di Stamford Bridge bloccato da una vista protetta
Ma cosa impedisce esattamente al club di espandersi? Beh, tutto dipende da una vista protetta sulla Cattedrale di St Paul, stabilita dal re Enrico VIII. Si racconta che Enrico esigesse una vista senza ostacoli dall’altura di Richmond Hill sull’ iconica cattedrale. Questa linea visiva esiste da quando St Paul’s fu costruita nel 1711 ed è diventata ufficialmente legge nel 1991.
La linea visiva protetta significa che i nuovi edifici non possono ostruire la vista, e lo Stamford Bridge si trova proprio all’interno di quel corridoio visivo, limitando quanto in alto si possa costruire lo stadio.
Stamford Bridge ha anche problemi ad espandersi verso l’esterno perché è circondato da linee ferroviarie. Una delle opzioni in discussione è scavare in profondità invece che in larghezza o in profondità, ma questo potrebbe comportare problemi ingegneristici.
Quindi, con il desiderio del Chelsea di espandersi e le sfide che ne derivano, la grande domanda è: cosa riserva il futuro a Stamford Bridge?