A partire da domenica 6 settembre 2026, le misure di flessibilità di emergenza del Sistema di ingresso/uscita (EES) dell’UE scadranno, il che significa che gli aeroporti e i valichi di frontiera non potranno più sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici (impronte digitali e scansioni facciali) per alleggerire la congestione.
Gli organismi del settore avvertono che ciò potrebbe far tornare le lunghe code viste all’inizio dell’estate e stanno esortando la Commissione europea a prorogare la “valvola di sicurezza” oltre settembre.
Cosa cambierà il 6 settembre?
Durante l’estate, agli Stati membri è stato permesso di sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici dei viaggiatori in specifici valichi di frontiera quando il volume di passeggeri causava tempi di attesa eccessivi.
Dal 6 settembre, tale deroga è destinata a scadere, quindi le autorità di frontiera avranno meno margine di manovra per allentare i requisiti biometrici semplicemente perché le aree di controllo dei passaporti sono sovraccariche.
Il sistema biometrico è diventato pienamente operativo su tutti i confini europei partecipanti il 10 aprile 2026, dopo un’introduzione graduale a partire da ottobre 2025.
Con la fine della pausa estiva, ogni cittadino extra-UE (compresi i titolari di passaporto britannico) dovrà essere registrato o controllato biometricamente alle frontiere esterne dello spazio Schengen, senza alcuna deroga legata alla lunghezza delle code.
Le sospensioni si applicavano a valichi di frontiera specifici per periodi limitati (spesso fino a sei ore alla volta), non a interi paesi o nazionalità. Dopo il 6 settembre, queste sospensioni mirate non saranno più automaticamente consentite.
Perché gli esperti sono preoccupati per i ritardi
I gruppi del settore sostengono che eliminare questa flessibilità prima che il sistema sia completamente stabilizzato rischia di provocare un nuovo «caos alle frontiere».
Secondo l’IATA, i controlli standard dei passaporti, che prima richiedevano circa 20–25 secondi, ora ne richiedono circa 90 con l’EES.
I dati del Financial Times e di Qsensor mostrano che i tempi medi di attesa nei principali hub sono aumentati notevolmente; ad esempio, a Francoforte i tempi medi di attesa hanno raggiunto i 120 minuti a luglio, rispetto ai 60 minuti dell’anno precedente, mentre i tempi massimi di attesa ad Amsterdam sono passati da 80 a 120 minuti.
ABTA e IATA stanno facendo pressione sulla Commissione europea affinché consenta una sospensione parziale della raccolta dei dati biometrici oltre settembre, idealmente fino alla fine della stagione invernale, in attesa che siano disponibili sistemi affidabili, personale adeguato e chioschi self-service completamente operativi.
In una conferenza stampa del 1° settembre, un portavoce della Commissione europea ha affermato che l’EES ha «funzionato bene nel complesso» durante l’estate e che l’UE è in «stretto e costruttivo contatto» con i pochi Stati membri che necessitano di adeguamenti, sottolineando una «forte volontà comune di far funzionare il sistema ovunque».
Cosa significa questo per chi viaggia dal Regno Unito
Se voli da o verso l’area Schengen (29 paesi, tra cui Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, che non fanno parte dell’UE; Irlanda e Cipro sono fuori dallo Spazio economico europeo), preparati a procedure di controllo alle frontiere più lente a partire dal 6 settembre.
- Primo ingresso vs ingressi successivi: al tuo primo ingresso da quando il sistema è entrato in funzione, vengono acquisite le impronte digitali e un’immagine del viso insieme ai dati del passaporto e ai dettagli dell’ingresso; gli ingressi successivi, entro il periodo di conservazione dei dati, prevedono controlli più rapidi basati sul tuo record già esistente.
- Bambini sotto i 12 anni: esenti dal rilevamento delle impronte digitali ai sensi del regolamento EES, ma sono comunque soggetti ad altri controlli.
- App per la pre-registrazione: l’app dell’UE “Travel to Europe” permette ad alcuni viaggiatori di pre-registrare i dati del passaporto, caricare una foto e rispondere alle domande del chiosco fino a 72 ore prima dell’arrivo, ma al momento è disponibile solo per chi arriva in Svezia e in Portogallo.
Consigli pratici per ridurre il rischio di perdere il volo
Gli esperti del settore consigliano di prevedere un margine di tempo notevolmente maggiore per i viaggi che prevedono controlli alle frontiere europee dopo il 6 settembre.
Arriva in anticipo, ma sii realistico: arrivare in aeroporto presto aiuta, ma i banchi per il check-in dei bagagli potrebbero non essere aperti quattro ore prima della partenza, e una volta in coda al controllo passaporti non puoi saltare la fila anche se il tuo volo sta per imbarcarsi.
Evita i tempi minimi di coincidenza: nelle prossime settimane, non basare i tuoi piani sui tempi minimi di coincidenza; una coincidenza che sembra ragionevole sulla carta può diventare risicata se perdi un’ora o più alla frontiera.
Tieni d’occhio il tuo aeroporto: alcuni hub (ad esempio Francoforte, Monaco, Amsterdam, Parigi, Milano) hanno segnalato i tempi di attesa più lunghi; controlla le ultime indicazioni del tuo aeroporto prima di partire.